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Passeggiata in serra:il respiro delle piante aromatiche

Il giardino delle piante aromatiche rappresenta un autentico viaggio sensoriale dove colori, profumi e forme sembrano avvolgerti. Un luogo che ti accoglie e che è destinato a sedimentarsi nella tua memoria. Il primo impatto è olfattivo, un’ondata sensoriale ti sorprende, come il soffio caldo del vento di scirocco che profuma di sabbie trasportate dal vento, di resina, di erbe, di sole, di sale. Il profumo è quello ancestrale che riconosciamo e che ti comunica, senza ombra di dubbio, che sei in Sardegna. Un luogo che non ha fretta di lasciarti andare e che coinvolge gli altri sensi come la vista, il tatto e si sedimenta nella memoria. Aromi asciutti e pungenti che si diffondono nell’aria calda, si posano sulla pelle, ti restano addosso come ricordi dell’ultima estate da bambino.

Camminare tra queste piante è come spostarsi in un’altra dimensione del tempo, qui ogni angolo svela un particolare inedito, tra i mille fiori chiassosi e colorati, chissà perché, ti cade l’occhio proprio sul più nascosto e decidi che tra tutti è il più bello, o il più profumato o più semplicemente il “tuo” fiore. La luce intanto piomba attraverso le vetrate, spezzata dalle travi che creano linee nette fatte d’ombra e filtrata dalle fronde che creano al suolo arabeschi di impensabile complessità e bellezza. Un’ombra viva, che si sposta a ogni movimento ora di una foglia, ora di un ramo: luce e ombra, staticità e movimento, l’uno complementare all’altro.

Qui le varie piante, siano esse rosmarino, timo, lavanda, salvia, menta… parlano ognuna con la propria lingua ed esprimono il proprio carattere chi più timido come il timo o più arrogante come il callistemon leavis che con le sue fioriture, rosse e ricche, a grappolo pare voglia prendersi la scena. Oppure i grandi cespugli di papiro o le palme nane o le cycas tra le cui foglie i ragni si divertono a tessere le loro intricatissime tele che brillano quando i raggi del sole fanno brillare la brina imprigionata tra i fili. E ancora il ronzio incessante delle api o dei bombi che si affannano tra un fiore e l’altro mentre cercando il cibo svolgono la loro insostituibile funzione di impollinazione.

Nelle nostre serre è la natura che detta le regole, l’uomo le ascolta, gli animi più sensibili le accolgono. Ed è allora che l’esperienza si trasforma in magia, l’ordine si inchina al disordine, i rami si intrecciano liberamente e ostacolano il cammino; chi vuole andare avanti deve inchinarsi alla natura.

Subito sulla destra, un grande cespuglio di rosmarino emana il suo profumo forte e pungente. Sfiori con le dita gli aghi ruvidi, e il loro aroma ti rimane addosso, come un ricordo. Accanto, un piccolo sentiero ti invita a seguire il profilo di una siepe di lavanda: i fiori violacei ondeggiano leggermente al passaggio dell’aria calda, sollevando un profumo dolce e asciutto.

Procedendo, entri in una zona più fitta, quasi un angolo segreto: timo, origano, santoreggia crescono bassi, abbracciati l’uno all’altro, come se si tenessero compagnia. Il loro profumo è terroso, un po’ selvatico, di cucina antica e terra riarsa.

Nel silenzio, senti solo tuoi i passi sulla sottile ghiaia del sentiero. Che ora è? Non importa, forse è ancora estate e forse sei ancora quel bambino che guardava il mondo con gli occhi della meraviglia.